ferro MAN RAY

La carenza di ferro (o sideropenia) rappresenta la deficienza nutrizionale più comune in molti paesi ma non è quasi mai vera e propria deficienza o assenza di ferro, quanto piuttosto carenza di capacità assimilativa da parte dell’organismo: la causa è da ricercare non tanto nel quantitativo di ferro ingerito quanto nella disfunzione del metabolismo.

Per rimediare all’anemia del ferro occorre riordinare la microflora batterica, disinfiammare la mucosa intestinale e permettere la normalizzazione del pH digestivo che deve essere leggermente basico.

Cure naturali sono: riordino del sistema enzimatico e della flora batterica intestinale attraverso un’ alimentazione appropriata ,  l’utilizzo di sostanze naturali, non raffinate o industriali. Ricordiamo anche che le alterazioni degli enzimi, della flora batterica, del PH digestivo e della mucosa intestinale influenzano  la salute,  non soltanto a livello intestinale, ma anche a distanza, in qualsiasi altra parte dell’organismo.

I principali fattori che contribuiscono alla carenza di ferro sono: carenza di calcio ,di rame, di vit. C, poco esercizio fisico, cattiva digestione, gastrite, ulcera peptica, ernia iatale, emorroidi, polipi o lesioni tumorali intestinali. Zuccheri e dolcificanti industriali, farmaci come analgesici e tranquillanti, aspirine, inibitori di pompa protonica, tutte sostanze incompatibili ed in contrasto col ferro. Diete acidificanti: proteine animali ,carne e latte (i latticini riducono dal 30 al 50% l’assimilabilità del ferro), consumo di bevande gassate, vino rosso (i cui tannini abbattono del 70 % l’assorbimento ferrico) e caffeina.

Per contro i fattori che favoriscono l’assorbimento del ferro sono: frutta fresca, la vitamina A, il complesso B, il rame, il calcio, il manganese e il molibdeno: la vitamina C aumenta del 30% l’assorbimento del minerale. Inoltre, attraverso il riciclaggio il nostro corpo è in grado di recuperare il 95% del suo fabbisogno ed è praticamente impossibile per i vegetariani (come dimostrano i dati statistici )  accusare carenza di tale minerale in virtù della presenza di vitamina C di cui sono ricche frutta e verdura. I vegetariani infatti risultano meno soggetti a carenze di ferro e quindi ad anemie rispetto agli onnivori.

Nei legumi sono presenti grandi quantità di vitamine A e C, di sali minerali come il calcio, il fosforo, il ferro e il potassio, e soprattutto di lecitina, un fosfolipide che emulsiona i grassi impedendo loro di accumularsi nel sangue e quindi di aumentare il colesterolo.Nelle lenticchie,in particolare quelle rosse,è contenuta una quantità di ferro superiore.

Tra la frutta ricca di ferro, ottime le albicocche (0,4 mg per 100 gr) che sono inoltre un’ottima fonte di potassio (240 mg per 100 gr) cobalto e rame,tutti utili per combattere l’anemia.

La famiglia dei semi oleaginosi comprende varie specie di noci (da quella nostra italiana alle sudamericane), nocciole, mandorle, pistacchi, anacardi, pinoli, arachidi e semi vari (zucca, girasole, lino ecc.). Tutti contengono più o meno la stessa quantità di proteine nobili della carne e del pesce, con la differenza che queste sono proteine vegetali e quindi più facilmente digeribili perché chimicamente più semplici e perché non alterate dalla cottura (le proteine animali vengono tutte consumate cotte). Questi semi sono ricchissimi di sali minerali (tra cui il calcio e il ferro) facilmente assimilabili, e di lipidi polinsaturi, che sempre più studi consigliano per ridurre il colesterolo.

Jean Valnet dice : il ferro si trova in mandorle, nocciole, frumento, avena, segale, carota, spinaci, cipolla, crescione, cavolo, castagna, prezzemolo, legumi, cacao, polline; l’assunzione tramite i vegetali è la più sicura perché contenendo questi  anche il rame, c’è il connubio ottimale per l’assimilazione organica; altro elemento fondamentale per l’assimilazione del ferro è la vitamina C; dati ufficiali dell’OMS recitano un’ incidenza di anemia ferrica in misura praticamente simile tra le popolazioni “sottonutrite” e quelle “iper-mal-nutrite” !

La  Kousmine dice : cofattori favorenti l’assimilazione del ferro sono cobalto, acido succinico, vit.C ; sintomi di anemia : stanchezza, calo tono muscolare, atrofia mucose e secchezza pelle, unghie deboli e deformate, difficoltà di concentrazione, le adolescenti potrebbero andare in carenza a causa di mestruazioni abbondanti; risulta difficile trovare ogni singola origine, potrebbe valere il principio della errata nutrizione che ostacolando l’assimilazione e/o favorendo l’infiammazione porta al sacrificio di questo prezioso elemento (colpevoli soprattutto gli alimenti raffinati); anche il rame è indispensabile al processo di assimilazione.

Il ferro contenuto nei vegetali, anche se maggiore in quantità assoluta, è in forma non-eme, che risulta maggiormente sensibile ai fattori che ne influenzano l’assorbimento rispetto al ferro in forma eme, contenuto nei cibi animali. In caso di riduzione dei livelli ematici di ferro però, l’organismo è in grado di aumentare l’assunzione di ferro non-eme in modo tale da compensare eventuali carenze . L’assorbimento del ferro in forma non-eme è facilmente incrementabile dalla contemporanea assunzione di cibi ricchi in vitamina C (succo di limone ed agrumi in genere, peperoni, kiwi, broccoli, etc.)

Il principale inibitore dell’assorbimento di ferro nelle diete vegetariane sono i fitati (nei cereali). Dal momento però che gli introiti di ferro aumentano parallelamente agli introiti di fitati, talora le conseguenze sullo stato del ferro sono inferiori a quanto stimato. Alcune pratiche di preparazione degli alimenti, come ad esempio mettere a mollo e far germogliare i legumi, i cereali ed i semi, e la lievitazione del pane, sono in grado di idrolizzare i fitati; alcune tecniche di fermentazione, come ad esempio quelle utilizzate per la produzione dei cibi a base di soia, come il miso ed il tempeh, migliorano l’assorbimento del ferro .

Ricordarsi sempre che per fissarlo (assimilarlo) occorre la vitamina C, quindi è buona abitudine cominciare il pasto con verdura cruda condita con succo di limone. Vino rosso, cioccolato, caffè, certi tipi di tè, invece, a causa del loro contenuto in tannini, riducono l’assimilabilità del ferro: è pertanto preferibile non assumere questi alimenti, oppure lontano dai pasti!

 

nella foto: Cadeau (opera di Man Ray)