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Alejandro Jodorowsky, personaggio poliedrico, eclettico, artista, direttore di teatro, autore di pantomime, pièce teatrali,libri, fumetti, regista cinematografico, tarologo, psicomago.

Per me continua ad essere uno dei maestri che ispirano il mio lavoro,osservatore instancabile dell’animo umano.

Di seguito inserisco la sua interpretazione della Stella (a me particolarmente cara) che fa parte dei Tarocchi marsigliesi da lui stesso studiati per molti anni e restaurati assieme a Philippe Camoin, discendente diretto della famiglia Camoin, ultimo tipografo marsigliese dei Tarocchi di Marsiglia.

Prossimamente amplierò con altri articoli sui suoi seminari,insegnamenti o scritti che mi hanno regalato emozioni e fatto vedere con altri occhi e con  un’ altra Coscienza…..rimanete connessi 😉

Letoille (1)

SE LA STELLA PARLASSE

“Sono nel mondo, sono del mondo, agisco nel mondo. Sono in me, sono di me, agisco in me. Separata e unita nello stesso tempo,minuscolo ingranaggio di una macchina cosmica, collaboro, ricevo e do, assorbo e distribuisco. La mia nudità è totale: nessun principio mi guida, nessuna legge che non sia quella naturale. Se dico “ sono” è perché nell’ infinita molteplicità degli esseri e delle cose ho trovato il mio posto, nel mondo e in me stessa, non ha importanza dove. Non ho bisogno di cercare, non ho nessuna immagine di me stessa, sono al mio posto. Qui e ovunque, volontariamente legata. Sono in ciascuna particella di polvere, in ciascun territorio, in ciascun corso d’ acqua, in ciascuna stella, in ciascuna parte del mio corpo. E come faccio a non rispettare il mondo, le mie ossa e la mia carne? Tutta questa materia non mi appartiene, mi è stata data in prestito soltanto per un frammento di tempo. E la rispetto perché è il mio tempio, il tempio dove risiede il Dio impensabile. Lo spirito è materia, e la materia è spirito,l’ universo nasce ed esplode costantemente, e al suo centro, là dove mi sono inginocchiata, io sono. Se dico “sono lì”, intendo dire “sono in ciò che sostiene qualunque vita”, nella fonte incessante di energia che distribuisco con la mia mente, il mio cuore, il mio sesso. Energie di una purezza sublime che, sbocciando da me, ripuliscono il mondo. Restituisco il profumo all’atmosfera, la dolcezza alle acque dei fiumi, la fertilità alla terra e la vita a tutti gli oceani. Non esiste un solo luogo nel cosmo in cui non sia presente. In ogni attimo, non abbandono mai il presente. Nulla può incatenarmi, ne’ il passato ne’ il futuro. Ne’ i sentimenti ne’ i progetti.Costante, fedele al mio posto, ricevo e do. E quando dico “sono del mondo e di me stessa” significa che mi abbandono senza reticenze, eliminando alla radice ogni critica. Non giudico. Amo e servo. Non mi allontano mai, neanche per lo spazio dello spessore di un capello; appartengo, quindi venero, obbedisco. Perciò sono nuda, nuda come un albero, un uccello o una nuvola. Sono del mio corpo, della mia carne e del mio sangue; essendo, mi è impossibile abbandonare o abbandonarmi a me stessa. Come non amare ciò che mi possiede amorosamente? Così come mi do alla terra, mi do alla mia carne e alle mie ossa. Così come mi affido agli oceani, mi affido al mio sangue. Così come mi abbandono all’ aria, mi abbandono alla mia pelle; così come mi raccomando alle stelle, mi raccomando ai miei capelli. E colma di questo amore di schiava, raggiante, agisco sul mondo e su me stessa. Agisco, vale a dire vado con il mondo, eliminando gli ostacoli, trasmettendo l’ energia che mi arriva da oltre le stelle. Mi limito ad arricchire e a purificare, a nutrire, a comprendere, e a purificare. Inoltre agisco su me stessa: mi apro a tutti gli infiniti, lascio circolare in tutti i pori della mia pelle l’ alito degli dèi. Mi lascio attraversare da tutti i misteri. E al centro del mio ventre, divenuto infinito, ricevo e lascio nascere la luce nella sua interezza”.

(tratto da “La via dei Tarocchi”, di Alejandro Jodorowsky e Marianne Costa)