tea caddy day 1

 

Nella prima degustazione che ha inaugurato l’Angolo del Tè dell’Erboristeria Naturopatica Toccolibra, abbiamo presentato una mostra dei tea caddies  realizzati da amici ed artisti, coinvolti per l’occasione.

tea caddy day 3

“Nell’arte del tè cinese maggiore è la spontaneità e più chiaramente si rispecchia il Tao, secondo il fondamentale principio del wu-wei che significa “nessuna azione che non sia spontanea”. GRAZIE A TUTTI !!!

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tea caddy day 7

 

ALESSIO BUCCIARELLI

CANDICE BONAPARTE

CLAUDIA PACCISO

EVA MAZZON

ELISABETTA  ZANETTI

GIGLIOLA BESSEGA

KATIA PARONITTI

MARTA BRESCIANI

MARTA MORGAVI

MIRELLA  BETTELLA

NICOLETTA TUL

RICCARDO BRUGNOTTO

SARI MILAN

VALENTINO BRUGNOTTO

 

old tea caddy

 

Nel ‘600,  quando il tè era una bevanda riservata alla sola aristocrazia per motivi dell’alto costo, veniva gelosamente conservato in uno speciale ‘tea caddy’ , che in quel tempo era spesso una vera e propria opera d’arte, realizzata da maestri ebanisti. Il termine inglese caddy ha origini orientali e deriva da un’unità di misura (il kate, equivalente a circa 500 g) utilizzato nel commercio del tè. Le scatolette per il tè (tea caddy) sono state introdotte durante il regno della Regina Anna (1702-1713). I primi esempi sono di limitate dimensioni in considerazione del proibitivo prezzo del tè e prodotti generalmente in coppia per contenere le due qualità più diffuse di tè (tè nero e tè verde). Erano muniti di un pannello scorrevole per agevolare l’introduzione del tè e alcuni erano rivestiti internamente di piombo (si pensava che favorisse il mantenimento della fragranza del tè). La forma più comune era rettangolare con o senza angoli tagliati o, più raramente ovale, munita di una solida base e con la parte superiore a collo di bottiglia chiusa da un coperchio a forma di cupola che serviva per dosare il tè. Più tardi il coperchio diventa piano perdendo la funzione di dosatore. Con l’avvento del rococò, compaiono scatolette per il tè con pomello e decorazioni di origine marina e di forma bombata, anche se la forma classica non viene del tutto abbandonata. A partire dal 1750 anche le scatolette per il tè tendono ad assomigliare nella fattezza alle teiere contemporanee. Accanto alle immancabili decorazioni rococò, diventano molto comuni le decorazioni a “cineseria” di ispirazione orientale, ma con grande apporto di fantasia da parte del disegnatore, e si diffondono quelli a forma di “tamburo”, circolare od ovale, eventualmente con sfaccettature e scanalature. A partire dal XIX secolo l’utilizzo delle scatolette da tè va inesorabilmente scemando, tanto che è estremamente difficile trovarne di periodo vittoriano. Riacquistano però popolarità verso la fine del XIX secolo, subendo l’influenza dei vari movimenti revivalisti che portano alla riedizione di molti dei modelli descritti, con l’aggiunta delle decorazioni di volta in volta più in voga.

Per prelevare la giusta quantità di foglie dai tea caddies nacquero anche i cucchiaini da caddy. I primi  erano a manico lungo e in seguito, con l’affermarsi delle scatole più basse, il manico fu accorciato e i cucchiaini si trasformarono in conchiglie. La scelta della forma ha una ragione specifica: i mercanti orientali usavano mettere una conchiglia vera sulle scatole da tè, per permettere agli acquirenti di prelevare dei campioni di foglie prima di decidere l’acquisto. In seguito, comparvero forme diverse.